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Non sempre il comportamento dei mercati finanziari sembra "razionale": crescite straordinarie possono essere seguite da altrettanto straordinarie cadute non sempre giustificate da fattori "tecnici"; e spesso si parla di fattori "emotivi" che ne condizionerebbero il comportamento.
Da qualche tempo è stata posta molta attenzione al nesso esistente tra fattori sociologici, psicologici e culturali del mercato - inteso come complessa realtà umana e sociale - e le performance degli indici finanziari di borsa.
L'analisi dell'aspetto psicologico sta rivestendo sempre più importanza, perché può essere sfruttato dall'investitore per trarre vantaggio dalle reazioni degli altri investitori alle notizie che vengono diffuse.
E questo tipo di analisi fanno riferimento a una scuola di pensiero chiamata Finanza Comportamentale (Behavioral Finance) che ha compiuto i primi passi negli Stati Uniti negli Anni Settanta, e ha avuto un importante riconoscimento "ufficiale" con l'attribuzione del Nobel per l'Economia a Daniel Kahneman nel 2002.
Noi in questa rubrica (suddivisa in sei capitoli) cerchiamo di parlarne in modo semplice ma preciso, confidando come sempre nei vostri consigli per migliorare.
Buona lettura! |