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I mercati finanziari, introduzione
di Daniele Tortoriello
 
Partendo dalla spiegazione economica della loro esistenza, si arriva a sottolineare l’importanza del ruolo svolto dai mercati per il reperimento di risorse monetarie, destinate a finanziare gli investimenti, e come sia necessaria una forte regolamentazione per assicurarne il funzionamento.

Presentare i mercati finanziari non è mai semplice. Spiegare che non sono una trappola ma che sono un’entità funzionale al sistema economico, che permette l’evoluzione e la crescita del sistema stesso, è ancora più arduo.

I recenti scandali finanziari, con le conseguenti forti perdite di risparmi subite dagli investitori, hanno fortemente minato la credibilità dei mercati.

In questo ambiente poco edificante non si deve tuttavia confondere il comportamento poco corretto delle imprese e certe “manovre” di alcuni intermediari, con quello che è il sistema finanziario nella sua interezza.

Il nostro scopo è quello di aggiungere un piccolo contributo all’enorme letteratura presente in materia che, partendo da una breve presentazione sugli aspetti macroeconomici dell’argomento, arrivi a delineare un preciso quadro giuridico sulla normativa che disciplina la materia.

Gli aspetti da analizzare sono molteplici e la complessità dell’argomento richiede un notevole sforzo per rendere un asettico testo di legge un qualcosa di facilmente e concretamente intelligibile.

Dal  1998 in poi, con l’approvazione del Testo Unico della Finanza, il quadro legislativo si è notevolmente arricchito con una serie di norme che hanno cercato di dare una regolamentazione organica della materia, anche in funzione della graduale integrazione dei mercati finanziari dei Paesi dell’Unione europea (si veda il recepimento in Italia di diverse Direttive dell’UE).

Questo “corpus” normativo è giustificato dall’esigenza di dare agli agenti economici, investitori in primis, un certo grado di sicurezza e protezione, un ambiente in cui si sentano adeguatamente tutelati.

Infatti, è di fondamentale importanza il grado di fiducia che i singoli ripongono nel sistema affinché essi decidano di fornire risorse monetarie, investendo i loro risparmi, alle aziende, per finanziarne lo sviluppo: maggiore è la sicurezza degli investitori di ricevere una remunerazione più alta di quella che si otterrebbe lasciando i propri risparmi in depositi poco fruttiferi e maggiore sarà la loro propensione a investire nei mercati finanziari, aumentando così le risorse disponibili al sistema economico per effettuare investimenti.

Il sistema finanziario ha l’importante funzione di mettere in contatto agenti che hanno un surplus finanziario, ossia un eccesso di risorse monetarie, gli investitori, con altri agenti che presentano invece un deficit finanziario, solitamente gli emittenti di strumenti finanziari.

L’incontro tra questi soggetti non avviene direttamente ma attraverso l’intervento degli intermediari, che dovrebbero quindi essere i garanti della correttezza delle transazioni. L’esistenza degli intermediari è giustificata dal fatto che i mercati non sono perfetti, ossia le informazioni non sono immediatamente disponibili a tutti e i soggetti che hanno meno possibilità di essere informati tempestivamente sono di fatto gli investitori. Pertanto, gli investitori sono il soggetto debole e quindi il soggetto che ha bisogno delle tutele maggiori.

Questa situazione ha palesato l’esigenza di avere mercati regolamentati ossia mercati in cui gli agenti possano operare in condizioni di parità. Vero è che questa situazione ideale non si è ancora realizzata e difficilmente sarà possibile raggiungerla, ma i passi compiuti negli ultimi anni in Italia in questa direzione sono notevoli.


Daniele Tortoriello
danitorto@hotmail.com
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Le informazioni contenute in questo scritto di Saperinvestire.it si basano su fonti ritenute attendibili, non ne possiamo tuttavia garantire l'assoluta esattezza o veridicità. Le opinioni espresse in questo scritto possono essere modificate senza preavviso. Questo scritto è redatto al solo scopo informativo e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio. Chiunque ne faccia uso diverso da quello per cui è stato pensato se ne assume la piena responsabilità.

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