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Nel pianeta Usa, il Pil scende e la Fed di Ben Bernanke, temendo un atterraggio hard dell’economia, sta pensando ad abbassare i tassi interbancari.
L’Ufficio Studi di Mediobanca ha stilato e diffuso la consueta analisi sui bilanci 2005 delle più importanti (ben 3.651…) imprese italiane. Ogni anno, accogliamo con grande interesse e partecipazione il rapporto della prima banca d’affari nazionale, ciò sia per l’indubbia competenza e le talora coraggiose prese di posizione dell’istituto, sia per il fascino indiscusso conferitogli dalla guida sapiente di Enrico Cuccia (e di Vincenzo Maranghi…), sia tenendo conto del fatto che in Mediobanca la considerazione della propria mission è tale che, fino a qualche anno addietro, la sede di Piazzetta Cuccia era aperta anche la Domenica… Per un’analisi accurata del titolo, vi rimandiamo all’eccellente articolo di Claudio Guerrini, da poco pubblicato nella rubrica “Il titolo della settimana”.
La graduatoria stilata dall’istituto oggi presiduto da Gabriele Galateri di Genola (nella foto accanto) vede Eni al primo posto per fatturato, seguita da Fiat, Enel e Telecom Italia.
Stando all’analisi, nel comparto automobilistico, Bmw brucia la concorrenza con un rialzo prossimo al 15%, mentre sul versante della moda Luxottica cresce addirittura di un terzo.
Ma il primato spetta alla Socotherm di Rovigo, che ha ampliato il giro d’affari del 96%. Il 2005, nel complesso, viene giudicato molto positivamente per le aziende del Belpaese…
Germania: la scorsa settimana avevamo dato conto del discendente indice di fiducia dei consumatori Zew, che va tuttavia contemperato con un dispaccio di agenzia sulle valutazioni del bollettino mensile della mitica Bundesbank, stando al quale “…l’economia tedesca continuerà a crescere a un ritmo sostenuto... sottolineando che a spingere il Pil al rialzo sarà soprattutto il settore manifatturiero. Per quanto riguarda i consumi interni, secondo la Banca centrale tedesca, il quadro è contrastato: da una parte,infatti, nel terzo trimestre si registra un rallentamento nei settori tradizionali, dall'altra le vendite di auto e moto sono in crescita…”
Tenevamo a precisarvelo, cari lettori di SaperInvestire, perché dal nostro punto di vista, lungi da passare notti insonni per la crescita spropositata della Cina, stiamo piuttosto osservando l’ascesa progressiva della locomotiva tedesca. Non dimentichiamo mai quanto sia storicamente notevole la capacità organizzativa, innovativa e produttiva della terra teutonica… E quindi, nella prospettiva dell’investitore, quanto possano rivelarsi appetibili i migliori titoli della borsa di Francoforte (vi avevamo già fatto presente il titolo Porsche, fra l’altro quantomeno rispettabile perché considera giustamente fuorvianti le ben note “trimestrali”).
Rapido balzo oltreoceano per analizzare l’apparentemente complessa situazione Usa: a pochi giorni dalle elezioni di middle term (7 novembre…), Bush rischia di trovarsi impantanato e di perdere entrambi i rami del Congresso proprio sul terreno che ha sempre preferito, ossia quello economico. Volendo giocare con le parole, diremo che la crescita è diminuita e che il Pil più importante del mondo è progressivamente franato dal + 5,6% di inizio anno al 2,6% del secondo trimestre, per arrivare al mesto + 1,6% del terzo trimestre, mettendo a segno la performance più scadente dell’ultimo triennio. Motivo? Si discute molto sull’avvenuto scoppio della “bolla immobiliare” che, nell’ultimo anno, ha lasciato sul terreno dal 7 al 10 per cento dei valori (ma soprattutto per le case di nuova costruzione, dato di asperrima interpretazione…). Il quadro non è chiaro e potrebbe rivelarsi un problema di pura prospettazione, con l’inflazione ridotta dalla china discendente del petrolio e la propensione discretamente positiva dei consumatori yankee, i cui acquisti muovono fino al 70% dell’economia degli States.
Quindi, l’intrepido presidente della Fed, Ben Bernanke, per quanto disturbato dal tasso inflativo, che resterà bloccato oltre il 2% fino al 2008 (ma come diamine fanno a dire così con tanta sicurezza?), terrà a bada Jeffrey Lacker, ormai soprannominato il “falco di Richmond”, e lascerà i Fed Funds esattamente al 3,25%, semmai riservandosi di ritoccarli all’ingiù nei primissimi mesi del 2007.
Non vorremmo invece neppur più commentare la politica del presidente Bce, Jean-Claude Trichet, che prosegue indisturbato nei suoi proclami di innalzamento dei tassi in Eurolandia (gli interventi, in economia-finanza, si fanno caso mai senza preannunciarli…). Stretto fra passato e futuro (petrolio che fu costoso, inflazione che potrà risalire), Trichet non vede il presente, rischiando di affossare la neonata ripresa economica continentale.
Ciò detto, come sono andate le vicende settimanali dei listini internazionali? Eccole qua:

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| SPMib - 0,35% | Dow Jones - + 0,73 | Nikkei 225 - + 0,10% |
I grafici si commentano da soli, con euforia un po’ eccessiva negli Usa, i consueti capricci di Tokio e una sorta di rifiatamento a Milano. Vediamo le ultime cinque candele di Piazza Affari. Ricordate che lo scorso venerdì avevamo messo in guardia i trader per via di quell’ultima candlestick a forma di impiccato (“hanging man”)? E poi è andata com’è andata…
Ora siamo daccapo… Dopo l’avvertimento della scorsa settimana (il quasi-hanging-man d’inversione in vetta a un ciclo rialzista…), siamo al cospetto di questa ultima formazione grafica, la quinta, che torna a essere di tipo “doji”, una quintessenza dell’incertezza che, per altri versi e “per altri rami” condividiamo appieno, temendo che i listini abbiano un po’ spremuto tutto quello che avevano in corpo, al di là del pur ancora favorevole rapporto price/earnings.
A introdurre ulteriori elementi di riflessione per i vostri investimenti, abbiamo deciso di proporvi, a partire da oggi, una semplice ma chiara ed efficace rappresentazione della corrente volatilità di Piazza Affari:
Ultime quattro settimane, con la linea rosa che rappresenta i massimi, quella rossa i minimi e quella blu, più sottile, i prezzi di chiusura. Un semplice canale, o envelope, che dà la misura di un nervosismo tutt’altro che accentuato. Diremmo, tuttavia, che va accentuandosi… Osservate come sul lato destro del grafico i valori height siano discostati da quelli close… Nervosismo degli operatori? Forse sì…
La Magnifica ossessione, che presta il titolo a questo incontro di Amico Trend non è, per una volta, il celeberrimo film di Douglas Sirk (anno borsistico 1954), con l’indimenticabile Rock Hudson, in ottima compagnia di Jane Wyman, Barbara Rush e Agnes Moorehead, bensì la finanziaria statunitense Berkshire Hathaway di Warren Buffett, balzata agli onori un po’ distratti della nostrana cronaca finanziaria per aver superato la storica quota di 100.000 dollari per azione, primato assoluto di prezzo per una società quotata al n. 11 di Wall Street.
Dovrete concederci, cari e pazienti lettori, di non avervi mai nascosto di considerare la Berkshire Hathaway il miglior titolo del mondo, al punto di essere, da diversi anni, l’unica azienda presente nel nostro diffidente portafoglio e, per di più, oggetto di affascinante sfida con il personalissimo trading system, di cui settimanalmente narriamo le gesta.
Molto bene, dopo quasi tre anni di lotta, stiamo per ora vincendo l’epica battaglia. La Berkshire Hathaway, nel corso della settimana, ha demolito ogni primato storico (dopo lo sfondamento di quota 100.000 dollari, è subentrata la psicologia degli investitori a drogare il titolo…) e venerdì scorso l’azione di classe “B”, dopo aver raggiunto 3.523 biglietti verdi è prevedibilmente ridiscesa a quota 3.457, con un rendimento dell’11.52%, da spalmarsi su 27 mesi.
Grande successo, nulla da dire, ma il nostro modesto trading system sta viaggiando a ben altra velocità e, a trade chiuso, ve ne daremo conto:

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| | Continuano indisponentemente a sovrapporsi la linea rosa (media a 5 giorni) e blu (prezzo di chiusura). La convergenza delle due linee indica che il trend rialzista sta per chiudersi… Pur senza volervi indurre a chiudere la posizioni rislziste, cosa che non si fa mai “alla buona”, vi raccomandiamo di allacciare le cinture di sicurezza… | E bravo il nostro oscillatore di Meisels (in questi giorni, Ron Meisels è a Milano e purtroppo non siamo riusciti a programmare un incontro: comunque, gli vogliamo bene!), che zitto zitto è andato a infilarsi nell’area di “venduto”, come a indicare che l’atmosfera non è più quella e che è richiesta molta ma molta cautela. |
Queste costruzioni, a volte sono straordinarie, occorre solo interpretarle con la dovuta freddezza. Lunedì scorso, avevamo presentato il grafico Point&Figure con la testuale espressione (si vada pure a rileggere…): “segnala stanchezza, incertezza, mancanza di slancio residuo…”
Che rivela questa settimana? Nulla, non si è mosso di un millimetro e le nostre annotazioni ci costringono a riproporvelo (per usare ancora un termine di borsa…) “tel quelle” :

Fate voi, qui siamo all’immobilità egizia…
Unica via d’uscita, l’interpretazione del tecnicamente marvellous S&P500, così notevole da influenzare, dall’alto del suo future (quotato sul CME di Chicago fin dalla metà degli anni Settanta), non solo gli altri indici planetari, ma addirittura le sorti di ben determinate e individuate società di poderosissima capitalizzazione. Sicché è tutt’altro che uno specialistico snobismo il volerne scrutarne le tendenze. Il farlo periodicamente concede spesso un piccolo vantaggio temporale:

Come possiamo notare, venerdì è arretrato, è davvero arretrato… Evento che non ci convince e ci inquieta… Evidenziamo quindi in colore turchese una banda discensionale cui i rialzisti potrebbero tristemente accedere una volta infranto l’importante sostegno di 1.325,76 punti (di lunedì 25 settembre scorso). Questa palude potrebbe estendersi fino a quota 1.265,95 di mercoledì 9 agosto 2006…
Aver segnato un + 0,2% nell’ultima ottava di Wall, non significa nulla, a nostro parere: se S&P500 riuscisse nell’intento di buttare il cuore oltre l’ostacolo dei 1.373,73 punti (30 gennaio 2001), per attaccare poi, ma con compostezza, la fatidica quota 1.520,77 punti (1 settembre 2000), allora sarebbe una vera festa. Per ora, non ci crediamo. È comunque opportuno rivedere e commentare ogni volta i propri articoli precedenti. Noi lo faremo sempre.
Signori trader, oggi è un lunedì di grande incertezza…
Mario Elia elia.mario@libero.it Profilo |